Ripenso

Alle tante opportunità che la mia mamma ha dato a noi figlie. A mia sorella china sui testi di greco e latino mentre io bigiavo la scuola e andavo al Plastic ogni fine settimana. Al mio esame di maturità in commissione esterna a Reggio Emilia, promossa solo grazie al 9 nel tema di italiano. Notizia avuta mentre ero a Mykonos in vacanza, troppo certa di essere passata per non partire. A quanto sono stata superficiale e poco attenta rispetto alle situazioni che contavano davvero. Al non essere stata d’aiuto mai se non nel creare ulteriori guai. Eppure adesso ci sono a tutto tondo e anche se al Plastic di ieri tornerei anche oggi, la mia mamma non la lascerei mai più sola. Ecco, forse è questo il senso del tempo. Capire che una cosa non esclude l’altra, che si può essere funamboli anche tenendo i piedi a terra. Ti amo mamma, grazie davvero per avermi resa una persona libera, anche di sbagliare e consapevole, anche di averlo fatto.

L’amore

Che poi l’amore forse non si misura nelle farfalle degli inizi o nelle spalle incurvate delle fini, nei dolori consueti o nelle risate di prassi. Forse non ha misura nemmeno nella sorpresa degli addii. La sua eternità è negli occhi, nella scintilla che ai coraggiosi resta.

La mia mamma

Una giovane ragazza, cresciuta lontana dall’amore, passata dalle bambole alle figlie in un saluto ricambiato da una finestra. Un vissuto di dolore e poi un presente anche peggiore. Piccola grande donna guerriera, fragilità mascherata da un mantra incessante di io ce la farò. La sola cosa sua, io e mia sorella. Nottate sui libri per non lasciarci mai, fili di pietre dure a tenere insieme cuori soffici. La mia mamma, incessante inseguitrice del perseguire l’eccellenza, un Re Mida nel trasformare il brutto in bello, semi trovati nel vento in diamanti. Sacrifici, compleanni con poche lire pieni di bimbi e di giochi inventati, viaggi in auto e abbracci. Favole della buona notte e sguardo fiero e libero sul giorno.

Siamo nella stessa lacrima

Sulla 57 notturna due fanciulli egiziani. Uno dei due, di una bellezza esponenziale, inizia a raccontarsi. Ha 24 anni e già due lauree. Non riconosciute in Italia. Ha il permesso di soggiorno e fa le consegne per Deliveroo per mandare i soldi a casa. Mi ha chiesto un consiglio – chissà poi perché – e nel frattempo lui e il suo amico si son pure persi la fermata. Gli ho risposto che il solo obiettivo perseguibile è quello di essere felici. Sono scesa che avevo le sue stesse lacrime.

Simone

Occhi profondi e testa pensante. Un sorriso che toglie il respiro. Parole fluide nel raccontare il suo mondo. Farfalle tatuate su dolori che non vanno via. I pattini sono ali che avvicinano alla bellezza. Correre un modo per farla fiorire. Evoluzioni a cerchi concentrici che regalano nuovi sguardi.