Indossa colori vivaci, accessori coordinati agli abiti e ombretti cangianti. I suoi capelli virano al rosa delle fate di un libro illustrato. È piena di vita la Giò. Di grandi amori vissuti e di carezze di cui porta le tracce negli occhi. Il dolore lo serba con cura, al riparo da chi non lo può comprendere. Fa mille cose e sa mille cose e quando te le racconta entri nelle sue fotografie. La Giò ha capito i suoi colori.
Gli incontri
Non sono logici ma consequenziali. Spesso si pensa siano asincronici rispetto al momento, come parole che non seguono il labiale. Eppure hanno tutti un senso. Arrivano e ci trovano, volente o nolente ci trovano. Alle volte pronti, alle volte no. Ma sempre strettamente in risposta a una domanda che non sappiamo di aver posto.
Il ragazzo delle orchidee
Sguardo scanzonato e ciuffo scomposto.
Labbra a cuore e mani capaci.
Sorriso pieno di buoni pensieri.
Un quadro naif dai dettagli ordinati.
Un possibile, bellissimo, amore.
La pelle
Non la si decide, non la si sceglie. La si trova e ci si ritrova. Affini come ci si conoscesse da sempre, stranieri come non ci si riconoscesse da mai. Fino a quel momento perfetto.
Posh
Da lì a 4 giorni l’estate. Da lì a un secondo l’estasi. Un excursus di cose buone e giuste. Di bellezza riconosciuta e arresa. Adrenalina a mille e brividi addosso. L’incontro tra gli incontri.
I telefoni
Rimpiango i telefoni pubblici, in cui già procurarsi più di un gettone era un atto d’amore o più semplicemente una scelta. I messaggi o le note vocali hanno un senso nel qui e ora, tra amici che si organizzano per la serata, gli auguri di compleanno e i ti penso random. Reclamo la voce, l’affanno e la fatica di trovare la cabina libera. La gioia della risposta senza le spunte azzurre. La voglia di esserci, a prescindere.
Io sono quella di ieri
Io sono quella di ieri, dei cattivi e dei buoni pensieri.
Del cuore spezzato in un corpo intero.
Sono quella delle apnee in tempi costretti, delle braccia aperte in abbracci chiusi.
Io sono quella del colore viola e dei fiori di seta.
Sono quella delle tante foto a riempire i pochi spazi.
Delle parole scelte e dei toni intonati.
Io sono quella di ieri, dei sempre troppi pensieri.
Della gioia che resta e del dolore che passa.
Sono bella come l’amore e complicata come il dolore.
Quando finisce un amore
Cogoleto
Da bambina il 6 gennaio mi svegliavo al mare. Di calze della befana ne avevamo due a testa io e Simona, una della nonna e una della tata che non si sa come, già non più giovani e leggiadre, riuscivano sempre a gabbarci e a non farsi beccare mentre le preparavano e le appendevano per noi in quel minuscolo monolocale in Liguria.
Ricordo il carbone dolce e le monete di cioccolato, ma soprattutto il profumo di quelle due amatissime donne, le preghiere a bassa voce nel lettone e i loro abbracci che ancora oggi mi aiutano a restare dritta.
Gli Obej Obej
Ricordo gli Obej Obej nella loro collocazione storica, attorno alla basilica di Sant’Ambrogio.
La mia manina in quella della mamma, il freddo, la gente accalcata e la frittella con lo zucchero che profumava di neve…
