Che poi l’amore forse non si misura nelle farfalle degli inizi o nelle spalle incurvate delle fini, nei dolori consueti o nelle risate di prassi. Forse non ha misura nemmeno nella sorpresa degli addii. La sua eternità è negli occhi, nella scintilla che ai coraggiosi resta.
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Ci sono quelle cose lì
Che se le ricordi sono ancora ora.
Dove lui sarà per sempre il solo che ti avrà baciata in penombra in pieno sole, e dove tu sarai per sempre la sola ad esserti svelata.
I momenti brevi in cui l’amore si riconosce negli occhi di chi lo guarda.
Come la neve
Mai, prima di te, mi è piaciuto qualcuno quanto te. E ogni volta che ti penso, ogni volta che ti guardo, la bellezza sovrasta e azzittisce ogni cosa. Come fa la neve sul rumore del mondo.
Che ti guardavo come fossi un Caravaggio
Voglio tornare bella.
Come lo ero con te in quei primi momenti.
Mi vedevano una luce particolare negli occhi i miei amici.
Ed ero bella davvero.
Nessun lifting, solo l’amore.
Che ti guardavo come fossi un Caravaggio, quando il mio tempo si fermava nei tuoi occhi.
I bambini
Sono uno specchio.
Sono vita pulsante.
Sono un sogno concreto di argilla.
Bisogna essere cauti.
Bisogna osservarli.
Bisogna ascoltarli.
Tocca imparare da loro per tornare a ricordarci di noi.
La mia mamma
Una giovane ragazza, cresciuta lontana dall’amore, passata dalle bambole alle figlie in un saluto ricambiato da una finestra. Un vissuto di dolore e poi un presente anche peggiore. Piccola grande donna guerriera, fragilità mascherata da un mantra incessante di io ce la farò. La sola cosa sua, io e mia sorella. Nottate sui libri per non lasciarci mai, fili di pietre dure a tenere insieme cuori soffici. La mia mamma, incessante inseguitrice del perseguire l’eccellenza, un Re Mida nel trasformare il brutto in bello, semi trovati nel vento in diamanti. Sacrifici, compleanni con poche lire pieni di bimbi e di giochi inventati, viaggi in auto e abbracci. Favole della buona notte e sguardo fiero e libero sul giorno.
Siamo nella stessa lacrima
Sulla 57 notturna due fanciulli egiziani. Uno dei due, di una bellezza esponenziale, inizia a raccontarsi. Ha 24 anni e già due lauree. Non riconosciute in Italia. Ha il permesso di soggiorno e fa le consegne per Deliveroo per mandare i soldi a casa. Mi ha chiesto un consiglio – chissà poi perché – e nel frattempo lui e il suo amico si son pure persi la fermata. Gli ho risposto che il solo obiettivo perseguibile è quello di essere felici. Sono scesa che avevo le sue stesse lacrime.
L’insostenibile vacuità degli esseri
Sono sempre più intollerante. Alle stonature dei toni, alle apparenze ipocrite, al perbenismo di chi perbene non lo è. Alla volgarità dell’essere senza mai esserci davvero, a chi non ha voglia di approfondire, a chi spreca l’opportunità di capire. Sono sempre più intollerante, non ai colori ma ai cervelli.
Simone
Occhi profondi e testa pensante. Un sorriso che toglie il respiro. Parole fluide nel raccontare il suo mondo. Farfalle tatuate su dolori che non vanno via. I pattini sono ali che avvicinano alla bellezza. Correre un modo per farla fiorire. Evoluzioni a cerchi concentrici che regalano nuovi sguardi.
Tu
Che mi mandi in apnea se rileggo un passaggio d’estate.
Che mi commuovo per quanto mi manchi.
Che mi innamoro se ti riguardo, anche senza guardarti.
Tu, fermo immagine in continuo movimento.
Tanto folle da lasciarmi andare.
