Simone

Occhi profondi e testa pensante. Un sorriso che toglie il respiro. Parole fluide nel raccontare il suo mondo. Farfalle tatuate su dolori che non vanno via. I pattini sono ali che avvicinano alla bellezza. Correre un modo per farla fiorire. Evoluzioni a cerchi concentrici che regalano nuovi sguardi.

Boh

Ci sono i momenti e ci sono gli incontri. Una manciata di minuti tra un cambio di autobus e l’altro o qualche settimana tra un casino massimale e qualcosa che lo è ancor di più. Alcuni durano anni, altri sono il contrappasso di qualcosa che è già finito, altri ancora un grande boh. I momenti li gestisci, gli incontri li puoi solo vivere.

Caro diario

Penso che Facebook abbia sostituito il diario dell’adolescenza. Quello che si tentava sempre di nascondere in luoghi segretissimi senza riuscirci mai e che più o meno dopo i sedici anni si riponeva in una scatola che finiva in cantina o sopra qualche armadio. Ce lo si dimenticava a meno che nella scatola ci fossero anche oggetti di qualche necessità: prolunghe, lampadine o manuali di istruzioni per l’uso… Non trovo più la mia e sarebbe bello rileggermi ora, in questo momento in cui tutti abbiamo paura del buio e bisogno di qualche poesia.

L’estate

Ognuno dovrebbe avere la sua. Quella che tra quelle che restano resta un po’ di più. Come quando alla Rinascente la hostess allo stand ti spruzza sul cartoncino l’ultima fragranza, e tu la annusi, e 9 volte su 10 il primo cestino è il tuo. Ma poi ne capita una che invece tieni appiccicata al naso anche dopo che è svanita, perché quel profumo ti ha pervaso la testa. Per Jovanotti era l’estate del 1992, per me è questa del 2018, iniziata 4 giorni prima per l’occorrenza. Scrivere e cantare, due cose che adoro da sempre fare; ho aperto un blog e ho iniziato a prendere lezioni di canto. Ci voleva l’amore quello sano. Ci voleva l’amore quello creativo. Ci volevi tu a rendermi chiaro capire che mi amo. Il sentimento che ho per te ritorna a boomerang. E mi riempie.