La Vincenzina

Ciao tata, eri nata nel 1902 e oggi avresti compiuto un secolo e spicci. Ricordo il tuo orgoglio piccato nel definirti sempre “signorina” – che zitella sarebbe stato inadeguato – e ricordo la libertà con la quale sceglievi partiti e amanti. Ti sei innamorata di uomini che non si sono mai fermati ed eri orgogliosamente socialista. Tuo padre era stato torturato dai fascisti e l’olio di ricino ti aveva lasciato l’amaro in bocca. Il nonno Mauro ti vedeva come una sorta di demonio in pectore, la nonna Mariuccia, sua moglie e tua sorella, privilegiava il quieto vivere agli inevitabili contrasti. Facevi l’infermiera durante la guerra, poi hai iniziato a lavorare nelle ferrovie dello stato. Quando siamo nate io e Simona tu eri già in pensione ma ricordo ancora con terrore le tue punture. Per noi eri amore a tutto tondo. Un paese dei balocchi dove ogni capriccio era esaudito. Minuscola, capelli biondo cenere cotonati sempre solo a metà, rossetto ciclamino e tacco 12. Un misto di dialetto milanese e italiano inventato. Eravamo le figlie – ormai nipoti – che non avevi avuto e lo sfogo della tua affermazione nel mondo.
Buon compleanno tata, voglio dirti ancora grazie, sei un meraviglioso ricordo mai dimenticato ❤️.

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