Caro diario

Penso che Facebook abbia sostituito il diario dell’adolescenza. Quello che si tentava sempre di nascondere in luoghi segretissimi senza riuscirci mai e che più o meno dopo i sedici anni si riponeva in una scatola che finiva in cantina o sopra qualche armadio. Ce lo si dimenticava a meno che nella scatola ci fossero anche oggetti di qualche necessità: prolunghe, lampadine o manuali di istruzioni per l’uso… Non trovo più la mia e sarebbe bello rileggermi ora, in questo momento in cui tutti abbiamo paura del buio e bisogno di qualche poesia.

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