L’estate

Ognuno dovrebbe avere la sua. Quella che tra quelle che restano resta un po’ di più. Come quando alla Rinascente la hostess allo stand ti spruzza sul cartoncino l’ultima fragranza, e tu la annusi, e 9 volte su 10 il primo cestino è il tuo. Ma poi ne capita una che invece tieni appiccicata al naso anche dopo che è svanita, perché quel profumo ti ha pervaso la testa. Per Jovanotti era l’estate del 1992, per me è questa del 2018, iniziata 4 giorni prima per l’occorrenza. Scrivere e cantare, due cose che adoro da sempre fare; ho aperto un blog e ho iniziato a prendere lezioni di canto. Ci voleva l’amore quello sano. Ci voleva l’amore quello creativo. Ci volevi tu a rendermi chiaro capire che mi amo. Il sentimento che ho per te ritorna a boomerang. E mi riempie.

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