La mia nonna

Vorrei risedermi con lei a quel tavolo di marmo rosa, lo facevamo spesso noi due, che il nonno era sempre in viaggio. Vorrei raccontarle di quanto, in questi quasi 20 anni, avrei ogni giorno avuto da chiederle qualcosa. Vorrei rivedere Milano attraverso i suoi occhi, quella in cui gli sciuri giravano in carrozza e il Gamba De Legn era alta tecnologia. Sentirla parlare di quando era ragazza, della sartoria in Vittorio Emanuele dove ha iniziato a lavorare come piccinina e dove è diventata première. Del suo sogno spezzato dalla guerra. Vorrei sapere se ha ancora indulgenza verso i miei tanti errori, la stessa coerenza nel non giudicarli mai e la saggezza di provare a comprenderli sempre. Vorrei sapesse quanto la sua mancanza mi toglie il respiro. E risentire la sua mano tra i capelli mentre mi dice che andrà tutto bene.

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